Furla Club borsa a tracolla 949067SABBIA RaXvVB

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Dettagli

• Codice articolo: 949067SABBIA

• Materiale: Vitello

• Misure: 25(W) x 22(H) x 5(D) cm

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Area Riservata
Nota:

Questo esempio utilizza analisi standard e Strumenti GeoAnalytics . Se è abilitata anche l'analisi raster, occorre scegliere Analisi feature per visualizzare questo riquadro. Se non si dispone di un'analisi standard abilitata, verranno visualizzati solo gli Strumenti GeoAnalytics .

Per aprire il riquadro di uno strumento di analisi, fare clic sull'icona corrispondente. Verrà così aperto il riquadro dello strumento come illustrato di seguito con lo strumento Copia in Data Store .

Nota:

Ambienti di analisi possono essere impostati dal riquadro dello strumento. Elaborazione estensione , Elaborazione riferimento spaziale e ArcGIS Data Store sono utilizzati da Strumenti GeoAnalytics .

Ogni strumento presenta un diverso set di parametri. È sempre possibile visualizzare la guida di un parametro facendo clic sull'apposita icona come illustrato sopra. Tutti gli strumenti dispongono di un parametro relativo al nome del layer risultante in cui vengono scritti i risultati dell'analisi. È possibile modificare questo nome o usare il valore predefinito.

Si consiglia di selezionare sempre Usa estensione mappa corrente e di applicare lo zoom avanti nell'area che si desidera analizzare o impostare il parametro Elaborazione estensione . In tal modo si limita il numero di feature che lo strumento deve esaminare durante l'analisi. Se si deseleziona Usa estensione mappa corrente , tutte le feature nel layer di analisi verranno potenzialmente analizzate.

Strumenti GeoAnalytics possono essere nuovamente eseguiti facendo clic sul pulsante Riesegui analisi per un layer dei risultati. Con Riesegui analisi viene riaperto lo strumento utilizzato per creare il layer e vengono ripopolati tutti i parametri. È possibile rieseguire lo strumento con gli stessi parametri oppure aggiornare i parametri prima di eseguire lo strumento. Assicurarsi che il nome di output sia univoco.

Quando si rieseguono, lo stato della mappa corrente viene mantenuto, inclusi filtri , estensione, elaborazione riferimento spaziale, data store, layer di input e cartella di output. Per assicurarsi che l'analisi sia rieseguita in un'estensione specifica, creare un segnalibro . Se si condividono i risultati ottenuti con l'intenzione di consentire ad altri utenti di rieseguire l'analisi, è necessario condividere anche i layer di input. Se si apre uno strumento utilizzando Riesegui analisi e i layer di input non sono disponibili, viene visualizzato un avviso ma lo strumento può ancora essere eseguito con input diversi.

Nota:

Il Nome layer risultante dell'iterazione precedente verrà utilizzato quando si apre uno strumento di analisi utilizzando Riesegui analisi . Prima di eseguire nuovamente uno strumento è necessario creare un nome univoco.

Nota:

Alcuni strumenti funzionano solo su determinati tipi di feature. Ad esempio, Aggrega punti richiede un layer di input contenente feature puntuali.

Quando si sceglie un layer da analizzare sono disponibili le seguenti opzioni:

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/ Catalogo / ARCHEOMETRIA DEL COSTRUITO

L’EDIFICIO STORICO: MATERIALI, STRUTTURE E RISCHIO SISMICO

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Edizione: 2006 F.to: 21.00 x 30.00 cm . Pagine: 288 Tomi: 1Imm. B/N - Imm. colori

978-88-7228-464-3

Descrizione

Il Convegno nazionale “Archeometria del costruito – L’edificato storico: materiali, strutture e rischio sismico”, promosso dall’AIAR (Associazione Nazionale Italiana di Archeometria) in collaborazione con il Centro Universitario Europeo peri Beni Culturali di Ravello ed il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università della Calabria, si è proposto come momento di incontro per riflettere e confrontare esperienze di chiaro carattere interdisciplinare su un argomento, quello del costruito storico, considerato da tre principali angolazioni: da un lato il fenomeno sismico che minaccia l’edificato storico, dall’altro i materiali costitutivi che compongono le strutture dell’edificato storico e, a chiudere la visuale, le strutture che attraverso i materiali si compongono in maniera da difendersi dal rischio sismico. Le tematiche, all’incontro del 6-7 febbraio 2003, sono state quindi raggruppate e trattate in tre sessioni: una prima “Strutture” coordinata dal prof. Salvatore D’Agostino, una seconda “Materiali” coordinata dal prof. Gino Mirocle Crisci ed infine una terza “Rischio sismico” coordinata dal prof. Ferruccio Ferrigni. I contributi dei vari autori, comunque, per consentire una loro migliore consultazione, sono stati riportati nel volume in ordine alfabetico. Il dibattito ha consentito di far emergere il valore indispensabile dell’azione sinergica ed integrata di varie competenze, che a diversi livelli di approfondimento possono fornire contributi alla conoscenza completa dell’edificato e della sua vulnerabilità. Solo così sarà possibile scegliere soluzioni di protezione, restauro e/o conservazione sempre più consapevoli, garantiti da studi completi di piani diagnostici appropriati che tengano conto delle caratteristiche peculiari dell’edificato storico.

INDICE

Scienze esatte, scienze umane, costruito storico

La pietra di Piazza Armerina (EN): origine, caratteristiche fisico-meccaniche e degrado, con un esempio di studio

Indagine archeometrica su fornelli, intonaci e ceramiche dell’età del Bronzo da Monopoli – Piazza Palmieri (Bari)

La manutenzione come strumento per la verifica dello stato di conservazione dei manufatti lapidei: il palazzo ducale di Pesaro

Il palazzo di S. Michele in Fano: studio dei materialiimpiegati e del loro stato di conservazione

Proprietà meccaniche di laterizi tradizionali

Studi di provenienza di ceramiche preistoriche della Sicilia orientale e delle isole Eolie

Trasformazioni strutturali ardite nell’architettura genovese di età moderna: indagini archeologiche ed archeometriche

L’arsenale di Venezia: un cantiere aperto

Studio tessiturale di malte e intonaci attraverso analisi d’immagine: primi risultati suattendibilità e confrontabilità con altri approcci analitici

Sviluppo di sistemi per tomografia e radiografia digitale con raggi X per applicazioni in archeometria

I materiali del costruito tradizionale: un mondo ancora in gran parte da scoprire

Il progetto “Insula del Centenario” a Pompei: il contributo del DISTART Scienza delle Costruzioni – di Bologna

Caratterizzazione delle fasi idrauliche e provenienza dei materiali pozzolaniciimpiegati nelle malte del centro storico di Catania

Sperimentazioni su tavola vibrante all’Enea per la protezione di strutture storico-monumentali

Le calcareniti e le malte della Porta Nuova a Palermo

I materiali lapidei del Forte di Fenestrelle (Val Chisone, Piemonte)

La difesa sismica nei centri storici: metodo per l’analisi strutturale dell’arco di contrasto

Un sistema costruttivo antisismico applicato in Calabria: la “casa baraccata”

La Trachite rossa di Banari, un lapideo vulcanico di largo utilizzo nella Sardegna settentrionale: indagini preliminari su caratterizzazione, provenienza e forme di degrado

La Torre della Lanterna a Messina I materiali lapidei dell’apparato di facciata della Chiesa di S. Nicolò L’Arena di Catania: caratterizzazione e considerazioni sulla provenienza

Comparazione di metodi termovisivi per l’identificazione di aree umide su materiali dell’edilizia storica

Tecniche di monitoraggio per il controllo degli stati di dissesto sugli edifici storici

Schematizzazione grafica ad uso informatico di un edificio monumentale ai fini della conservazione

Verso la realizzazione di una banca-dati delle pietre utilizzate per pavimentare la via Flaminia: studio petro-archeometrico del basolato di Ocriculum (Terni)

Il rilievo nell’archeologia del costruito: esperienze a Pompei

Il rischio sismico nel centro storico di Palermo: rigidità sismica e modelli geologici semplificatiper terreni di sedime di fondazioni datate

Una geniale soluzione strutturale per la parete autoportante di Benedetto da Maianoin Palazzo Vecchio a Firenze

Litologie ornamentali messinesi: il calcare a polipai dalle cave di Tre Monti

Caratterizzazione e identificazione di alabastri usati in antico

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